Franco Malatesta -- [pathosNET] Una scelta

Date: 2000/05/13 09.47
From: Franco Malatesta <quasimodo53@yahoo.com>
To: PathosNET@pathos.it


E' Sabato.
O ora o mai piu', quindi.
Musica, maestro...

a) Il blocco di PNET
Pathos e', come ben sanno almeno tutti gli anziani,
solo "chiacchiere e bollino giallo". Il *gioco* ha
piu' falle e magagne che altro. Invero, si regge
soprattutto sulla buona volonta', sullo spirito
missionario e sul clima di amicizia e collaborazione.
Se vengono a mancare questi, addio Pathos. IMNSHO
Pathos e' prima di tutto una comunita', poi un
esperimento di letteratura interattiva e insieme (o
forse infine) un gioco. E' quindi di tutta evidenza
che se si frantuma la comunita', il gioco non potra'
che fare la medesima fine, e a breve termine.

b) Una combriccola
Piu' che una comunita', Pathos e' stato in certi
momenti una combriccola. Probabilmente lo e' ancora.
Manca uno sguardo d'insieme che comprenda il vecchio
giocatore cosi' come il nuovo, il technico e quello
che "io voglio solo giocare", manca una gestione
"professionale" di una comunita' di oramai ben piu' di
cento persone. Cose apparentemente ovvie sono
ignorate. Un live a Lucca e' finito nel casino e nelle
polemiche perche' nessuno si era ricordato di
avvertire la PNET (su 'tech lo sapevamo tutti) che si
sarebbe solo discusso, niente sparatorie o evocazioni
di demoni. La policy di lista ha cominciato a farsi
viva a sprazzi piu' o meno regolari solo dopo tre anni
di gioco e innumerevoli polemiche. La responsabilita'
di queste falle, possa piacere o meno, cade
soprattutto sulle spalle degli arbitri.
E Psiche sola sa quanti giocatori abbiamo perso per
errori come questi.

c) Galeotta fu l'e-mail
Pathos nasce come "live permanente" ma non lo diventa
mai. L'e-mail, originariamente solo uno strumento tra
i tanti, diventa la colonna spinale di Pathos. Nascono
i problemi. Da una parte l'email illude di
immediatezza e colloquialita', ma e' uno strumento di
comunicazione assolutamente fallato e inadatto ad un
gioco di ruolo complesso e sfaccettato come Pathos, e
alle relazioni personali che vi si agitano sotto. Di
qui incomprensioni e crisi a non finire (ricordatevi
il coltello di "iosonounfigo"). Dall'altra Pathos
viene aperto alle iscrizioni via e-mail. I nuovi
giocatori non sono piu' amici o amici degli amici, ma
sconosciuti. Molte Note hanno grosse difficolta' a
entrare in relazione con questi "nuovi". La comunita'
fa fatica ad allargarsi, mancano gli strumenti. I
nuovi non conoscono nulla della storia di Pathos, e
nessuno gliela spiega. Se Pathos aveva un'indentita'
(faticosamente costruita), adesso ne ha almeno cento
diverse, forse troppo diverse. Unica luce di speranza,
la lista Novizi. Ma forse non e' abbastanza.

d) Un salto di qualita' (in alto o in basso)
In ultima analisi (e tralasciando mille altre cose), a
me pare che a Pathos sia chiesto oggi di scegliere
cosa vuole essere. Vedo due sole possibilita':
- una comunita' non solo virtuale, un gruppo (un
gruppone) di amici che gioca via e-mail o dal vivo, si
incontra per prendere una pizza o andare al mare, va
in vacanza insieme (io ci sono stato, vi assicuro che
e' bellissimo). Al centro c'e' l'amicizia. Pero'
allora accettiamo l'amatorialita', le Note che si
prendono pause di mesi (eccomi), gli arbitri che si
rifiutano di imparare il regolamento, le quest
lasciate a meta', il "volemose bene". Accettiamo che
uno scazzo tra due giocatori anziani (e quindi due
nostri amici) blocchi Pathos.
- un gioco via e-mail. Improntato alla
professionalita'. Con addetti al sito web, gestori di
lista sempre presenti e attivi, Note che narrano e
arbitrano. Magari PX e livelli. Magari con una quota
non di 10.000, ma di 100.000 lire. Al mese. Una vera
comunia', ma virtuale. Dove domani l'utente "Franco
Malatesta" smette di scrivere e nessuno sa come
contattarlo se non via e-mail, nessuno sa da dove
scriveva, chi era, che faccia aveva. Forse e' pure
morto, chi sa. In cambio pero' possiamo pretendere che
il gioco funzioni bene, che non ci siano falle nel
regolamento, che un arbitro incapace o fazioso venga
allontanato. Possiamo pretendere di divertirci.

La prima possibilita' mi piace, ma non so se ormai sia
piu' percorribile. Forse un gruppo di D&D di 150
persone e' semplicemente destinato a sfaldarsi in
mille rivoli, inevitabilmente.
La seconda possibilita' funziona. So anche che
probabilmente abbiamo la forze di percorrerla.
Soltanto, non so se ne valga la pena.

Qui mi fermo.
Tutte le altre questioni (p.es:il gioco politico che
fomenta la conflittualita' senza che vi sia un sistema
di regole blindato che impedisca a questa
conflittualita' di sfociare nella R1) mi sembrano
secondarie.
Se volete metterla sull'epico, mi fermo davanti a
questa scelta tra Cuore e Ragione. Concedetemelo: tra
Psiche e Desiderio.

In fede,
Angelo Americo
ma anche Solone
Psiche di Desiderio

"Dice la ragione: Cerchiamo
la verita'.
E il cuore: Vanita'.
La verita' l'abbiamo gia'.
La ragione: Ah, chi puo' raggiungere la verita'!
Il cuore: Vanita'.
La verita' e' speranza.
Dice la ragione: tu menti.
E risponde il cuore:
Chi mente sei tu, ragione,
che dici quel che non senti.
La ragione: Mai potremo
comprenderci, cuore.
Il cuore: Lo vedremo."
(A. Machado)


__________________________________________________
Do You Yahoo!?
Send instant messages & get email alerts with Yahoo! Messenger.
http://im.yahoo.com/


Back to Index ...